Grande gioia nell’Arcidiocesi di Shillong e nell’Ispettoria Salesiana “San Giovanni Paolo II” per il riconoscimento delle virtù eroiche del Servo di Dio don Costantino Vendrame, missionario salesiano originario del Veneto, dichiarato Venerabile dopo il decreto autorizzato da Papa Leone XIV il 22 maggio 2026.
Domenica 28 giugno, nella parrocchia di San Domenico Savio a Mawlai, è stata celebrata una solenne Eucaristia di ringraziamento, presieduta dall’arcivescovo di Shillong, mons. Victor Lyngdoh. Alla celebrazione hanno partecipato oltre duemila persone, insieme a numerosi sacerdoti salesiani e diocesani, religiosi, religiose e seminaristi. Erano presenti anche don Jeevan Lakra, vicario dell’Ispettoria salesiana di Shillong, don Bivan Mukhim, vicario dell’Ispettoria di Guwahati, e don Barnes Mawrie, vicepostulatore della Causa.
Nell’omelia, mons. Lyngdoh ha ricordato don Vendrame come un sacerdote che aveva posto Dio al centro della propria vita e della propria missione. La fedeltà alla vocazione, l’umiltà nel servizio, lo zelo nell’annuncio del Vangelo e l’attenzione verso i più poveri hanno caratterizzato un’esistenza interamente donata al Signore e alla popolazione dell’India nord-orientale.
L’arcivescovo ha invitato i fedeli a lasciarsi guidare dal suo esempio di santità e a continuare a pregare perché possa giungere presto il riconoscimento del miracolo necessario alla beatificazione. La dichiarazione di Venerabile rappresenta infatti una tappa importante del cammino avviato dalla Chiesa per riconoscere la testimonianza evangelica di questo grande missionario salesiano.
Costantino Vendrame nacque il 27 agosto 1893 a San Martino di Colle Umberto, in provincia di Treviso. Fin da giovane maturò un forte desiderio missionario, che lo condusse a entrare nella Congregazione Salesiana. Ordinato sacerdote nel 1924, arrivò a Shillong la vigilia di Natale dello stesso anno.
Per oltre trent’anni svolse il proprio servizio pastorale nelle comunità di Shillong, Jowai e Mawkhar. Percorreva lunghe distanze, spesso a piedi, per raggiungere i villaggi più lontani, celebrare i sacramenti, visitare le famiglie, annunciare il Vangelo e prendersi cura delle persone più fragili.
Per il suo instancabile lavoro missionario fu chiamato l’“Apostolo dei Khasi” e, successivamente, l’“Apostolo del Sacro Cuore”. Proprio la profonda devozione al Cuore di Gesù accompagnò tutta la sua vita sacerdotale, sostenendolo nella preghiera, nel sacrificio quotidiano e nella carità pastorale.
Tra i segni più duraturi della sua presenza vi è il Santuario del Sacro Cuore di Mawlai, da lui fondato e nel quale oggi riposano le sue spoglie mortali. La sua figura continua a essere ricordata con grande affetto e venerazione non soltanto dai cristiani, ma anche da persone appartenenti ad altre religioni, che riconobbero in lui un autentico uomo di Dio.
La solenne Messa era stata programmata all’aperto, nel piazzale della parrocchia di Mawlai. La notte precedente, tuttavia, una pioggia incessante, tipica della stagione dei monsoni, aveva fatto temere che la celebrazione non potesse svolgersi come previsto.
Per tutta la mattina del 28 giugno la pioggia continuò a cadere, mentre la comunità pregava chiedendo, per intercessione del Venerabile don Vendrame, condizioni favorevoli. Intorno alle ore 8, improvvisamente, la pioggia cessò e il cielo si rasserenò. Alle ore 10, quando ebbe inizio la celebrazione, il clima era fresco e piacevole, permettendo a tutti di partecipare serenamente.
Al termine della Messa, molti fedeli hanno interpretato spontaneamente quel cambiamento meteorologico come un segno ricevuto per intercessione di don Vendrame. Una convinzione maturata nella fede e nella gratitudine, che ha reso ancora più intenso un giorno già particolarmente significativo per tutta la comunità ecclesiale.
La liturgia è stata accompagnata anche da uno speciale omaggio musicale dei Choral Evangelists, che hanno eseguito un inno dedicato alla vita e alla missione del nuovo Venerabile. Don Barnes Mawrie ha concluso la celebrazione ringraziando l’arcivescovo, il clero, i religiosi e tutti i fedeli presenti.
La Famiglia Salesiana e la Chiesa del Nord-Est dell’India continuano ora a pregare affinché don Costantino Vendrame possa essere presto proclamato beato. La sua vita missionaria, il suo amore per i poveri e il suo instancabile servizio al Vangelo rimangono una testimonianza luminosa di santità salesiana e un forte richiamo a vivere la propria vocazione con generosità, coraggio e fiducia in Dio.