Domenica 10 maggio, nel pomeriggio, si è incontrato il gruppo dei giovani salesiani appartenenti alla fase formativa del Quinquennio. Un tempo semplice e fraterno, vissuto nel clima della condivisione e dell’ascolto reciproco, che ha permesso ai confratelli di sostare insieme sulle esperienze pastorali e spirituali di questo anno.
L’incontro si è aperto con la celebrazione dei Vespri, vissuta in un clima raccolto e sereno, per affidare al Signore il cammino di ciascuno e il servizio educativo e pastorale affidato nelle diverse comunità.
Successivamente i partecipanti hanno vissuto un intenso momento di confronto guidato dagli spunti proposti da don Paolo Pontoni, delegato ispettoriale per la formazione dei confratelli. Le domande consegnate ai giovani salesiani prendevano avvio da alcune immagini evangeliche particolarmente significative: quella della porta e quella del buon pastore.
La riflessione si è concentrata anzitutto sul tema dell’incontro con l’altro e sulla necessità di custodire il mistero di ogni persona con delicatezza e rispetto. I giovani confratelli si sono interrogati sulle occasioni in cui, nell’accompagnamento dei ragazzi, dei confratelli e delle persone incontrate durante l’anno, hanno saputo “bussare” con rispetto senza imporre schemi o aspettative, lasciando spazio alla libertà e alla fiducia reciproca.
Accanto a questo è emersa anche la necessità del discernimento, richiamata dall’immagine della porta che sa accogliere ma anche custodire. Un invito a vigilare sulla propria vocazione e a riconoscere ciò che aiuta il bene da ciò che invece rischia di allontanare dal Vangelo e dalla missione educativa.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’immagine del buon pastore, chiamato non soltanto a prendersi cura, ma anche a “camminare davanti”, affrontando le sfide e le fatiche che il servizio pastorale comporta. I partecipanti hanno condiviso le esperienze più impegnative vissute nelle proprie realtà educative, interrogandosi sul modo in cui testimoniare con coraggio e coerenza il bene affidato alla loro responsabilità.
Infine, la riflessione si è soffermata sulla dimensione del discepolato: il salesiano è chiamato a essere pastore senza dimenticare di restare sempre pecorella, bisognosa di lasciarsi guidare dal Signore. Da qui il confronto sulla cura della propria vita interiore, della formazione personale e dei momenti nei quali ciascuno ha sperimentato il bisogno di lasciarsi sostenere da Gesù Buon Pastore per ritrovare energie, speranza e slancio nel servizio.
L’incontro si è concluso in un clima di fraternità e gratitudine, con la consapevolezza che questi momenti di condivisione rappresentano un aiuto prezioso per rileggere il cammino vissuto e continuare a crescere nella vocazione salesiana.