Sabato 19 settembre 2026 sarà un giorno di grande gioia per la Congregazione salesiana e, in modo particolare, anche per la nostra Ispettoria “San Marco”, che in questo periodo sta accompagnando il cammino formativo e pastorale di Faraz Masih, salesiano originario del Pakistan.
La celebrazione dell’ordinazione presbiterale si terrà alle ore 10.00 nella Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù a Lahore, in Pakistan. Faraz riceverà l’ordinazione sacerdotale attraverso l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di mons. Khalid Rehmat, OFM Cap., arcivescovo di Lahore.
Ad accompagnare questo importante passaggio è la parola di Gesù riportata nel Vangelo di Giovanni: «Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi» (Gv 13,34). Un invito che esprime il cuore del ministero sacerdotale e richiama ogni presbitero a rendere presente, attraverso il servizio e il dono della propria vita, l’amore di Cristo per il suo popolo.
Da circa un anno Faraz presta il proprio servizio pastorale nell’opera salesiana di Gorizia. Qui è impegnato nell’accompagnamento dei Minori Stranieri Non Accompagnati accolti dalla comunità salesiana e partecipa attivamente alla vita dell’oratorio, condividendo il cammino quotidiano di ragazzi, giovani, educatori e famiglie. Un’esperienza particolarmente significativa, nella quale il carisma di don Bosco prende forma attraverso l’accoglienza, la presenza educativa e la vicinanza ai giovani più fragili.
Accanto al servizio pastorale, Faraz sta frequentando il percorso di studi in Scienze dell’educazione presso lo IUSVE, l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia. La formazione accademica e l’esperienza vissuta sul campo stanno contribuendo a prepararlo a un ministero sacerdotale profondamente legato all’educazione e alla cura dei giovani.
L’Ispettoria salesiana “San Marco” accompagna con affetto e con la preghiera Faraz in questa tappa decisiva della sua vocazione. La sua ordinazione è un dono per la Chiesa, per la Congregazione salesiana e per tutti i giovani che il Signore gli affiderà, perché possa essere in mezzo a loro, secondo il cuore di don Bosco, segno e portatore dell’amore di Dio.
