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12/02/2026

Incontro cappellani IPM

Dal 9 all’11 febbraio, a Roma, si è svolto il Seminario di formazione per i cappellani degli istituti penali minorili, promosso dall’Ispettorato generale dei cappellani delle carceri italiane e intitolato “Emergenza o crisi educativa: una sfida per tutta la società”. Tra i partecipanti era presente anche don Lorenzo Piola, cappellano presso l'IPM di Rovigo che a breve inizierà ad accogliere i primi giovani.

Al centro della tre giorni, il tema dell’emergenza educativa che attraversa il mondo giovanile e che si manifesta anche nell’aumento significativo dei minori detenuti negli ultimi anni. Don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane, ha sottolineato come il disagio dei ragazzi non sia un fenomeno isolato, ma il segno di una crisi più ampia che coinvolge famiglia, scuola, Chiesa e società civile. I giovani spesso crescono senza punti di riferimento solidi, privi di relazioni autentiche, immersi in un contesto sociale che fatica a offrire senso, regole e prospettive.

Nel confronto tra i cappellani è emersa con forza la dimensione della paternità educativa. I ragazzi che entrano negli istituti minorili sono quasi sempre portatori di ferite profonde, segnati da storie di violenza, abbandono e fragilità familiare. Il compito del cappellano non è anzitutto giudicare, ma accompagnare, accogliere, offrire una presenza stabile e affidabile. Una presenza che richiama da vicino l’intuizione preventiva di don Bosco: intervenire prima, creare alleanze educative, costruire ambienti capaci di prevenire il disagio.

Particolare attenzione è stata data anche al tema delle alleanze educative, riconosciute come decisive. L’emergenza educativa precede spesso l’ingresso in carcere e interpella tutte le agenzie formative. È necessario un lavoro condiviso tra parrocchie, oratori, scuole e famiglie, per restituire ai giovani il gusto della vita e la fiducia nel futuro.

Durante il Seminario i partecipanti hanno incontrato anche mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della CEI, che ha ribadito l’importanza della presenza dei cappellani negli istituti: una presenza che oggi è sempre più umana e relazionale, capace di dialogare con ragazzi di culture e religioni diverse, offrendo ascolto e sostegno a tutti.

Significativa anche la visita al pastificio “Futuro” presso il carcere minorile di Casal del Marmo, esempio concreto di reinserimento e riscatto. Offrire opportunità di lavoro e formazione significa dare ai giovani la possibilità reale di immaginare una vita diversa, fondata su responsabilità e dignità.

Il Seminario si è concluso con uno spirito di comunione e rinnovato incoraggiamento. I cappellani, tra cui don Lorenzo Piola, sono rientrati con uno sguardo più ampio e sereno sulla missione affidata loro: essere padri che accolgono, educatori che accompagnano, segni concreti di speranza per ragazzi che cercano una seconda possibilità.