Nella serata di oggi, 15 ottobre 2026, il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, don Fabio Attard, è arrivato nell’Ispettoria Salesiana “San Marco” dell’Italia Nord Est. La sua presenza nel Triveneto è legata alla celebrazione del centenario dell’Opera salesiana di Tolmezzo, in programma domani, occasione significativa per ricordare cento anni di presenza educativa e pastorale salesiana nel territorio friulano.
Accolto presso la comunità Salesiani Don Bosco di Mestre, don Fabio ha condiviso la cena con i confratelli e, al termine della serata, ha rivolto loro il tradizionale pensiero della “buonanotte” salesiana.
Il Rettor Maggiore ha raccontato anzitutto alcuni passaggi del suo recente viaggio in Giappone e Bangladesh, soffermandosi sulla presenza dei Salesiani in contesti nei quali i cristiani rappresentano una piccola minoranza, ma dove l’opera educativa e sociale portata avanti dai figli di Don Bosco è profondamente apprezzata.
Nel suo racconto ha allargato poi lo sguardo alle numerose presenze salesiane sparse nel mondo, ricordando in particolare i confratelli che vivono e operano nelle situazioni più difficili: territori segnati da guerre e conflitti dei quali spesso si parla poco, oppure Paesi attraversati da pesanti crisi economiche e sociali, come Cuba, Venezuela e Nicaragua.
«I Salesiani sono in tutto il mondo e sono presenti in tante realtà di sofferenza. Eppure i Salesiani rimangono. La loro testimonianza diventa così fonte di speranza per tante persone».
Parole che hanno richiamato una delle caratteristiche più profonde della presenza salesiana: la scelta di restare accanto alle persone, soprattutto nei momenti più complessi, condividendone le difficoltà e continuando ad offrire educazione, vicinanza e speranza.
Durante la serata don Fabio Attard ha incontrato anche alcuni giovani animatori della scuola, presenti a Mestre per un appuntamento formativo. Anche con loro ha voluto condividere una breve “buonanotte”, trasformandola in un invito a prendere sul serio le proprie scelte e il servizio educativo che stanno portando avanti.
«Perché siete qui e non altrove? Perché avete fatto una scelta, e non dovete sottovalutarla. Siete capaci di fare scelte consapevoli. Non svendete la vostra personalità, perché prendere in mano la propria vita e avere un progetto è il luogo della felicità. Non affidate ad altro il compito di condurre la vostra vita».
Il Rettor Maggiore ha invitato quindi i giovani a prendere coscienza della testimonianza che trasmettono attraverso il loro servizio quotidiano: «Che cosa vedono di voi gli altri, specialmente quando vi vedono prendervi cura di qualcuno? Che impatto ha questo sui giovani che ogni giorno sperimentano realtà molto diverse? Siate consapevoli che comunicate cose belle, cose che altri magari non trovano nella loro vita».
Un’attenzione particolare è stata riservata ai ragazzi che vivono situazioni di maggiore fragilità: «Abbiate un occhio di riguardo verso chi fa fatica, verso quei ragazzi che arrivano da ambienti difficili. A volte voi siete la speranza viva per qualcuno».
Nelle parole conclusive è emerso ancora una volta il cuore del sistema educativo salesiano, radicato nella capacità di costruire relazioni vere e personali.
«Il segreto di Don Bosco è la capacità di guardare negli occhi una persona e chiederle: “Come stai?”. Il genio di Don Bosco è l’umanità».
Una prima serata semplice e familiare, vissuta nello stile tipico delle case salesiane, che apre la visita del Rettor Maggiore nell’Ispettoria Nord Est e prepara alla giornata di festa che domani lo vedrà presente a Tolmezzo per celebrare insieme alla comunità educativa, alla Famiglia Salesiana e al territorio i cento anni dell’Opera salesiana.