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22/09/2026

IA e informazione, è l’ora degli strumenti

Il rapporto tra intelligenza artificiale, informazione ed educazione è ormai una delle grandi sfide del nostro tempo. Non si tratta soltanto di comprendere le nuove tecnologie, ma di imparare a utilizzarle in modo consapevole, responsabile e autenticamente umano. È su questo terreno che si sviluppa il progetto “Ci sto!”, promosso da Avvenire e IUSVE – Istituto Universitario Salesiano di Venezia, con il sostegno di Generali.

A raccontare il percorso è anche Avvenire, nell’articolo di Marco Ferrando pubblicato il 22 settembre 2026 con il titolo “IA e informazione, è l’ora degli strumenti”. Il progetto, avviato nella primavera scorsa e coordinato dal giornalista Gigio Rancilio, nasce con l’obiettivo di passare dalla riflessione teorica alla sperimentazione concreta di modalità nuove e responsabili di abitare il mondo dell’informazione nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

Negli ultimi mesi “Ci sto!” ha proposto una serie di contenuti multimediali rivolti in particolare a giovani, famiglie, insegnanti ed educatori. Testi, video, podcast e infografiche sono stati costruiti attorno a una convinzione precisa: un’informazione di qualità coinvolge l’intera persona e richiede capacità di osservare, ascoltare, comprendere, muoversi dentro la realtà e assumersi la responsabilità di ciò che si comunica. Materiali pensati non semplicemente per essere fruiti, ma per diventare occasioni di confronto nelle scuole, nelle famiglie, nelle parrocchie e nei diversi ambienti educativi.

Una nuova tappa del progetto si svolge proprio oggi, 22 settembre, a Venezia, negli spazi di The Human Safety Net alle Procuratie Vecchie di Piazza San Marco. L’incontro, dal titolo “Giornalisti umani connessi nell’era dell’IA”, coinvolge professionisti dell’informazione, docenti, educatori e persone interessate alle trasformazioni prodotte dall’intelligenza artificiale.

Il confronto mette al centro due questioni strettamente collegate: da una parte le possibilità offerte dall’IA nella professione giornalistica, dall’altra la necessità di custodire qualità dell’informazione, verifica delle fonti, responsabilità personale e centralità della relazione con il lettore. Tra gli interventi previsti quello della giornalista Barbara D’Amico e del direttore di Avvenire Marco Girardo, chiamato a riflettere sul ruolo che giornalisti e cittadini sono chiamati ad assumere in uno scenario comunicativo profondamente trasformato dalle nuove tecnologie.

Alla riflessione partecipa anche Francesco Lorenzi, leader dei The Sun, con un intervento dedicato al tema “Restare umani: parole, relazioni e scelte nell’era dell’algoritmo”, portando dentro il confronto anche il punto di vista della musica, della cultura giovanile e delle relazioni.

Particolare interesse, per il mondo salesiano, riveste la presentazione del progetto “AI Angels: giovani protagonisti di un digitale che include”, iniziativa promossa dai Salesiani e rivolta a ragazzi, famiglie, insegnanti ed educatori. Una proposta che si inserisce pienamente nella tradizione educativa salesiana: accompagnare i giovani perché non siano semplicemente fruitori delle trasformazioni tecnologiche, ma possano diventarne protagonisti consapevoli, capaci di mettere competenze e strumenti al servizio delle persone e dell’inclusione.

Come ricordato da Gigio Rancilio nell’articolo di Avvenire, l’intelligenza artificiale porta con sé opportunità straordinarie ma anche interrogativi e rischi nuovi, che chiedono di essere affrontati creando alleanze educative. Una prospettiva richiamata anche da papa Leone XIV nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2026 e che trova nel progetto “Ci sto!” una prima concreta esperienza di collaborazione tra mondi diversi.

In questa rete un ruolo significativo è svolto proprio dallo IUSVE, realtà universitaria salesiana che nelle sedi di Venezia-Mestre e Verona accompagna oltre 2.300 studenti nelle aree della comunicazione e dell’educazione, della psicologia e della pedagogia. Accanto allo IUSVE, Avvenire e Generali, attraverso The Human Safety Net, concorrono così a costruire un laboratorio condiviso nel quale informazione, tecnologia, formazione e responsabilità sociale possano incontrarsi.

La sfida, in fondo, non è semplicemente imparare a usare l’intelligenza artificiale. È educarsi e educare a rimanere pienamente umani anche mentre cambiano gli strumenti attraverso i quali leggiamo, raccontiamo e interpretiamo il mondo.

Fonte: rielaborazione dall’articolo di Marco Ferrando, “IA e informazione, è l’ora degli strumenti”, Avvenire, 22 settembre 2026, p. 18, edizione nazionale.