Nella giornata di oggi, martedì 28 gennaio, si è riunita a Mestre, presso la sede dell’Ispettoria Salesiana “San Marco”, la Consulta dei Parroci. Un momento di confronto franco e approfondito che si inserisce nel percorso di discernimento avviato a livello ispettoriale sul presente e sul futuro delle parrocchie salesiane nel Triveneto.
L’incontro ha avuto come orizzonte di riferimento la necessità di rileggere il ruolo delle parrocchie affidate ai salesiani, soprattutto alla luce delle nuove assunzioni pastorali e delle ulteriori richieste giunte all’Ispettoria. Al centro della riflessione c’è stata la domanda su come guidare parrocchie diocesane secondo il carisma salesiano, evitando il rischio di una semplice gestione ordinaria e interrogandosi invece su come misurare la fecondità della missione attraverso strumenti come il bilancio di missione.
Un passaggio significativo del lavoro è stato dedicato alla lettura condivisa del documento di Papa Francesco “Disegnare nuove mappe di speranza”, proposto come chiave interpretativa per una pastorale capace di abitare il cambiamento d’epoca. Il linguaggio e le immagini utilizzate dal Papa, percepite come attuali e non convenzionali, hanno favorito una riflessione viva sull’educazione, sulla vita interiore e sulla speranza, elementi ritenuti decisivi anche per la vita delle comunità parrocchiali.
Dal confronto sono emerse con chiarezza alcune sfide comuni. Tra queste, la difficoltà di coinvolgere gli adulti in percorsi formativi, il basso livello di partecipazione delle famiglie e la fatica nel creare legami stabili oltre i canali più istituzionali. È stato sottolineato come occasioni quali battesimi e funerali restino, oggi più che mai, momenti privilegiati di incontro e di annuncio, capaci di intercettare persone e famiglie spesso lontane dalla vita ordinaria della parrocchia.
Più interventi hanno ribadito l’importanza di puntare sulle relazioni personali, superando una pastorale basata solo sugli avvisi o sulle comunicazioni ufficiali. In questa prospettiva si inseriscono esperienze come il “cantiere catechistico”, la riflessione sulla pastorale dell’affettività e della coppia, e una rinnovata attenzione alla dimensione comunitaria del catechismo, vissuto non come compito delegato a pochi, ma come responsabilità condivisa.
Nel dibattito è emersa anche una rilettura del modello pastorale, accostando all’immagine tradizionale del buon pastore quelle del seminatore e del pescatore. Un cambio di prospettiva che invita a seminare con larghezza, senza la pretesa di controllare tutto, mettendo al centro la relazione e la vita interiore. In questo quadro si è parlato anche della necessità di abitare i “cortili digitali”, riconoscendo il valore del mondo online come spazio di primo annuncio e di contatto.
Non sono mancate riflessioni sulla liturgia, sul ruolo dei laici, sulla presenza della parrocchia nel territorio e sul lavoro di rete con altre realtà civili ed educative. È emersa con forza l’idea che la parrocchia salesiana trova la sua identità nell’essere in mezzo alla gente, con uno stile oratoriano che può esprimersi anche laddove non esista una struttura di oratorio in senso stretto.
La Consulta si è così confermata come uno spazio prezioso di condivisione e di sostegno reciproco, orientato non a risolvere singole questioni operative, ma a maturare uno sguardo più ampio e strategico sulla missione. Un cammino che proseguirà nei prossimi mesi e che offrirà elementi utili al discernimento del Consiglio Ispettoriale, nella fedeltà al carisma di Don Bosco e nell’ascolto attento della realtà di oggi.