Don Cesare si è spento martedì 9 dicembre 2025, all’età di 95 anni, dopo 60 anni di professione religiosa e 52 di sacerdozio. Il Signore lo ha accolto, come ricorda il salmo scelto per la sua epigrafe, nella casa preparata per chi ha camminato nella bontà e nella fedeltà. I funerali sono stati celebrati il 12 dicembre nella chiesa dell’Istituto Salesiano San Marco di Mestre, per poi accompagnarlo nel suo paese natale, Aurisina, dove riposa.
La sua vita salesiana è stata segnata da una forte impronta educativa. Fin da giovane è stato profondamente legato allo scoutismo, di cui amava il metodo e lo stile formativo. Con i ragazzi sapeva stare in modo concreto, insegnando a fare nodi, costruire canoe, lavorare con le mani. Attività semplici, ma capaci di creare legami, responsabilità e fiducia. Era convinto che l’educazione passasse anche attraverso la fatica, la precisione, il fare insieme. Un’impostazione che non ha mai abbandonato e che ha caratterizzato tutta la sua presenza salesiana.
Dotato di una formazione tecnica da perito elettrotecnico, don Cesare ha mantenuto per tutta la vita questo “timbro” pratico e rigoroso. Le sue stanze, ovunque si trovasse, finivano per assomigliare a piccole officine. Questa concretezza si rifletteva anche nel suo carattere, essenziale e talvolta spigoloso, ma sempre coerente. Era un uomo di poche parole, ma di pensieri profondi, che amava affidare alla carta con la sua inseparabile macchina da scrivere.
Ha trascorso molti anni a Trieste, dove è stato ricordato come un salesiano austero, testardo nei valori, ma profondamente dedicato al ministero della riconciliazione. Come confessore era stimato e ricercato, capace di ascolto paziente e di consiglio saldo. La sua giornata aveva ritmi semplici e fedeli, scanditi dalla preghiera, dall’Eucaristia e dall’incontro con le persone.
Negli ultimi anni, a Casa Mons. Cognata di Castello di Godego, aveva scelto uno stile di vita più ritirato. Diceva di voler riposare dopo una vita intensa di servizio, ma anche questo tempo è stato vissuto con fedeltà, partecipando alla vita comunitaria, coltivando relazioni e continuando, a modo suo, a educare attraverso la testimonianza. Anche nella fragilità non amava dipendere dagli altri, mantenendo fino alla fine una forte dignità personale.
Particolarmente toccante è il ricordo dei familiari, che descrivono don Cesare come un punto di riferimento saldo, capace di coniugare cordialità e moderazione, riservatezza e saggezza. La sua era una fede semplice e profonda, maturata in famiglia e nella comunità, vissuta senza clamore ma con grande coerenza. Essenzialmente, don Cesare è stato un educatore, convinto che il Vangelo passi attraverso la vita quotidiana, le relazioni e l’esempio.
La Parola di Dio ascoltata nel giorno delle esequie, con il richiamo all’Avvento e alla strada da preparare per il Signore, sembra riassumere bene la sua esistenza. Don Cesare ha preparato strade, ha accompagnato persone, ha portato sulle spalle storie e fatiche, come il Buon Pastore. Ora vive l’incontro pieno con il Signore che ha servito con discrezione e fedeltà.
Buona strada, don Cesare.